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USA – ITALIA: SELF-MADE MAN TRA SOGNO AMERICANO E PAURA DI FALLIRE

2014.03.21 - 

Roma – L’autoimprenditorialità non conosce confini ma ha un’età: i giovani sotto i 30 anni hanno l’atteggiamento più favorevole, con una percentuale più alta in Italia che negli USA (78% contro il 52%) ma a fare la differenza è la paura di fallire (92% il dato italiano rispetto al 46% degli under 30 americani).

Sono questi i dati più significativi che emergono dal Rapporto Amway 2013 sull’Imprenditorialità in Italia, Europa e Stati Uniti, presentato oggi a Roma in occasione dell’evento istituzionale “SELF MADE ITALY –  Imprenditorialità come antidoto alla crisi: un sogno solo americano?”. La tavola rotonda,  organizzata in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, è introdotta da John R. Phillips, Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, e Michael Meissner, Vice Presidente Corporate Affairs di Amway Europe & Southern Africa. All’incontro intervengono anche Carmine D’Aloisio, Minister for Commercial Affairs for Italy, Ambasciata degli Stati Uniti d’America; Davide Faraone, Responsabile Welfare, Segreteria Nazionale PD; Linda Lanzillotta, Vice Presidente, Senato della Repubblica; Jacopo Morelli, Presidente Nazionale, Confindustria Giovani; Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro, Senato della Repubblica; Paola Pelino, Vice Presidente Commissione Industria Senato della Repubblica, Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato, Amway Italia. Le conclusioni sono affidate a Massimo Cassano, Sottosegretario di stato alle Politiche del Lavoro.

Un’occasione utile ad aprire la discussione e il confronto sull’imprenditorialità, e a sensibilizzare gli stakeholder e i policy maker, in merito all’importante ruolo che ricopre nelle economie moderne a livello mondiale.

“Vorrei congratularmi con Amway per l’importante contributo fornito in questo ambito, avendo sviluppato un modello di business unico nel suo genere, secondo il quale chiunque, in una società libera, può nutrire ambizioni ed avere successo. Condivido la vostra convinzione che imprenditorialità ed opportunità economiche vadano di pari passo”, afferma John R. Phillips, Ambasciatore degli Stati Uniti d’America.

Per il quarto anno consecutivo, Amway – azienda leader mondiale nel settore della Vendita Diretta – ha realizzato con Gfk Norimberga e in collaborazione con l’Università tecnica di Monaco (TUM) un’indagine sulla propensione all’autoimprenditorialità.

“Siamo molto orgogliosi di presentare i dati del Rapporto Amway 2013 al fianco di un’istituzione così rilevante come l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America“, afferma Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “Il settore della vendita diretta coinvolge nel mondo quasi 90 milioni*di addetti, di cui circa 16 milioni solo negli USA e 520mila in Italia**. In Europa gli Incaricati nel settore della vendita diretta superano gli 11 milioni*. Consapevole dell’importanza di questi numeri, Amway è da sempre attenta al dibattito su temi quali il lavoro e l’imprenditorialità, impegnandosi a sostenere la cultura d’impresa in Italia e nel mondo, alimentando il confronto sulle diverse tematiche che sono legate all’avvio di un business in proprio e le problematiche connesse, come formazione, burocrazia e rischio d’impresa”.

 

E’ LA FINE DEL “SOGNO AMERICANO”?

I dati rilevano un atteggiamento più favorevole all’imprenditorialità di Italiani ed Europei (69%) rispetto agli americani (56%). Protagonisti i giovani, in particolare, gli under 30 e la loro attitudine verso l’avvio di un lavoro in proprio. Quasi otto italiani su dieci (78%) mostrano un atteggiamento favorevole nei confronti dell’autoimprenditorialità. Solo la metà dei giovani statunitensi esprime invece una risposta positiva (52%). Una distanza confermata dal fatto che il 58% degli italiani dichiara di avere la capacità di immaginare di poter avviare un’attività in proprio (49% la media europea), mentre solo il 39% dei ragazzi americani si vede imprenditore.

 

PERCHÉ FARE IMPRESA?

In generale, la voglia di fare impresa non manca e le principali motivazioni che stimolano l’avvio di un business autonomo rilevate in Italia sono sostanzialmente le stesse di quelle registrate negli Stati Uniti, anche se con percentuali sensibilmente diverse: l’“indipendenza da un datore di lavoro” (44% Italia; 65% USA); la “possibilità di realizzare sé stessi e le proprie idee” (40% Italia; 62% USA), la “miglior conciliabilità della carriera lavorativa con il tempo dedicato alla famiglia e a sé stessi” (23% Italia; 53% USA). La classifica si stravolge tra i giovani under 30: al primo posto si posiziona l’autorealizzazione (55% Italia; 64% USA), seguita dall’indipendenza (48% Italia; 59% USA) e dalla conciliabilità (20% Italia; 50% USA).

 

IL FALLIMENTO FA PAURA ALL’ITALIA (E ALL’EUROPA) MA NON ALL’AMERICA

Lo spirito e la voglia di fare impresa degli under 30 italiani sono frenati dalla paura del fallimento: il 92% dei giovani italiani (vs il 75% dei giovani europei) vede una possibile sconfitta come un ostacolo all’avvio di un business in proprio. Solo il 46% dei giovani americani è della stessa opinione. La sfiducia nei confronti del Sistema Paese percepita dagli italiani è evidente: solo il 36% dei nostri giovani crede che l’Italia sia un ambiente ideale per avviare un lavoro autonomo. Ben diversa è invece la percezione dei giovani americani: il 72% afferma di vivere in un Paese favorevole all’imprenditorialità.

 

L’ITALIA ASPIRA A FINANZIAMENTI PUBBLICI, GLI USA PUNTANO SULLA CULTURA DI’IMPRESA

Tra Italia e America si identificano notevoli diversità tra i fattori che possono stimolare la libera impresa. La possibilità di avere finanziamenti pubblici e prestiti per le start up (46%) e una minore burocrazia (45%) si posizionano al primo e secondo posto nel nostro Paese, mentre in America la prima e vera leva per stimolare l’autoimprenditorialità è ritenuta essere la formazione, ovvero lo sviluppo di competenza nel settore (40%), fattore che in Italia si piazza solo al quarto posto (22%).

 

SURVEY DESIGN:

  • Periodo di rilevazione: marzo – maggio 2013
  • Campione: 26.009 uomini e donne di età superiore ai 14 anni (gruppo rappresentativo della popolazione dei paesi oggetto dell’indagine)
  • Paesi: 24 paesi (Australia, Austria, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Italia, Giappone, Messico, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina, Stati Uniti d’America)
  • Metodologia: intervista strutturata face-to-face o telefonica
  • Istituto: GfK Monaco, Germania

* Fonte WfDSA-World Federation of Direct Selling Associations 2013 – periodo di riferimento anno 2012
**Fonte Avedisco, 2014

 

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Amway. Amway, che nel 2013 ha raggiunto 11.8 miliardi di dollari di vendite globali, è l’azienda nr. 1 al mondo nel settore della Vendita Diretta, secondo Direct Selling News, Global 100. Fondata nel 1959 a Ada, Michigan, negli Stati Uniti, Amway offre ai propri consumatori prodotti e opportunità di lavoro attraverso una rete composta da oltre 3 milioni di distributori presenti in più di 100 Paesi. Con più di 900 scienziati, ingegneri e tecnici professionisti impegnati in 75 laboratori R&D e per il controllo qualità in tutto il mondo, Amway si impegna costantemente per lo sviluppo di prodotti innovativi e per affermare l’eccellenza nella ricerca scientifica. I marchi principali commercializzati da Amway sono NUTRILITE™, una linea di integratori alimentari multivitaminici e multiminerali, ARTISTRY™, prodotti per la cura della pelle e cosmetici, e i sistemi per il trattamento dell’acqua eSpring™. Per maggiori informazioni: Amway.it.

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Per maggiori informazioni:

Riccardo Gastoni
Corporate Affairs Amway Italia
Tel: +39 02 90463 423
Cel: +39 342 5643245
Riccardo_Gastoni@amway.com

Commenti

  • Grazie a queste informazioni posso certificare quanto faccio in Amway e mi agevola il lavoro. Grazie

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