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IL RUOLO DELLE DONNE E DELLA FORMAZIONE PER LO SVILUPPO DELL’IMPRENDITORIALITÀ

2015.11.20 - 

PescaraIl ruolo dell’imprenditoria al femminile e della formazione in Italia è il tema della tavola rotonda promossa da Amway, azienda leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, tenutasi oggi presso la Camera di Commercio di Pescara.

L’incontro ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti della scena istituzionale italiana, tra cui Daniele Becci, Presidente della Camera di Commercio di Pescara, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, Sonia Di Naccio, Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Pescara nonché di Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia e Vicepresidente di Avedisco, la prima associazione italiana nel settore della Vendita Diretta.

A partire dai risultati dell’indagine, in collaborazione con la Camera di Commercio di Pescara, si è voluto sviluppare un approfondimento per indagare quale sia l’effettiva percezione che l’universo femminile in Italia ha dell’autoimprenditorialità e il ruolo che il nostro Sistema Paese – ovvero imprese private ed enti pubblici quali scuole, Università e Camere di Commercio – può giocare nel favorire e valorizzare l’imprenditorialità come importante driver per la crescita economica.

Per l’Italia i dati emersi presentano uno scenario confortante: in generale il 73% degli intervistati in Italia mostra un atteggiamento positivo verso l’imprenditorialità, dato sostanzialmente invariato rispetto al 2014 e in linea con la percentuale europea (72%) e mondiale (75%). In particolare, nel nostro Paese, tra chi si dichiara favorevole all’imprenditorialità spiccano i giovani under 35 (81%) e i laureati (88%). Confermato il trend positivo al femminile, con il 69% delle donne che mostra propensione verso il lavoro autonomo.

Le percentuali più interessanti sono però quelle che riguardano la potenzialità imprenditoriale, cioè la capacità degli intervistati di immaginarsi concretamente impegnati nell’avvio di un business in proprio: il 42%, infatti, si vede capace di iniziare un’attività in autonomia, contro il 38% della media europea e il 43% di quella mondiale, e in particolare sono ancora i giovani (52%) e i laureati (57%) a mostrare il potenziale più elevato. Di grande rilievo l’analisi dei dati al femminile, che denotano il miglior trend di crescita dal 2013 a oggi, passando dal 32% all’attuale 38,5%, riducendo il gap rispetto agli uomini di quasi 12 punti percentuali (da – 19% a – 7,5%) in soli due anni.

Prendendo in analisi le motivazioni che spingerebbero gli italiani a intraprentere è possibile constatare come l’indipendenza dal datore di lavoro (46% Italia, 47% Europa, 48% Mondo) e l’autorealizzazione (41% Italia, 43% Europa, 44% Mondo) rimangano negli anni salde al vertice della classifica, mentre a seguire troviamo la prospettiva di un extra guadagno (23% Italia, 33% Europa, 37% Mondo), che si consolida al terzo posto con un +2% rispetto al 2014. Su questo tema, le donne italiane presentano un’interessante anomalia: se in Italia non si registra una grande differenza di genere per quanto riguarda le motivazioni di indipendenza (49% uomo, 43% donna) e autorealizzazione (37% uomo, 39% donna), è da segnalare come le donne italiane cerchino nel lavoro autonomo la possibilità di conciliare casa e lavoro, elemento che si posiziona al terzo posto tra le leve all’autoimprenditorialità con il 25%, mentre rimane all’ultimo posto per gli uomini (17%). Questo dato si discosta decisamente dalle medie europee e globali che vedono le donne confermare invece al terzo posto ancora la prospettiva di un secondo reddito, rispettivamente con il 32% e il 37% delle preferenze.

Alla domanda se imprenditori si nasce o si diventa, la maggior parte degli intervistati sia a livello italiano (64%) che internazionale (63%), conferma che sì, la formazione all’imprenditorialità è fondamentale per lo sviluppo di un business di successo. Da evidenziare inoltre quali siano gli elementi più importanti che dovrebbero, secondo gli italiani, caratterizzare un percorso formativo adeguato in tal senso: per il campione italiano è proprio l’esperienza “sul campo” il fattore determinante. Il 35% degli italiani, infatti, afferma che l’accesso a simulazioni e la messa in pratica concreta sono i fattori educativi chiave per poter imparare a gestire un business in autonomia. Per gli italiani, al secondo e terzo posto si trovano poi le competenze di business di base – come contabilità, informatica e amministrazione (32%), e i programmi di mentoring (31%), ovvero la possibilità di poter essere affiancati nel proprio percorso da professionisti di maggiore esperienza.

Ma dove si insegna a fare impresa? Secondo il 35% degli italiani sono in particolare le Camere di Commercio, attraverso specifici programmi di formazione e programmi di start-up, il contesto ottimale dove andrebbe insegnata l’imprenditorialità – 33% invece la media internazionale. Diverso, invece, il feedback del resto del mondo, dove sono scuola secondaria (38% Europa, 36% Mondo) e università (29% Europa, 32% Mondo) i luoghi dove si impara a fare, ed essere, imprenditori. Un dato particolarmente allarmante riguarda infine l’offerta formativa in Italia, ritenuta non sufficiente dal 64% degli intervistati rispetto a una internazionale che si attesta al 43%.

“Apprendo con piacere che da questo studio emerga l’apprezzamento, in Italia, verso il Sistema camerale, perché effettivamente è quello che offre risposte più immediate ed efficaci al mondo imprenditoriale”, ha commentato Daniele Becci, Presidente della CCIAA di Pescara. “Di contro, paghiamo lo scotto di un Sistema Paese che non garantisce risposte certe. Occorre una riforma radicale capace di agevolare il percorso di coloro che intendono intraprendere il lavoro autonomo, investendo risorse proprie. Manca ancora quel salto di qualità che altri Paesi sono, invece, riusciti a compiere”.

L’incontro di questa mattina ha rappresentato l’occasione non solo per presentare i dati del Rapporto Globale sull’Imprenditorialità, giunta alla sua sesta edizione, ma anche per dare vita ad un intenso dibattito e confronto sui temi caldi nel in Italia e nel resto del mondo quali l’imprenditoria femminile e la formazione” ha dichiarato Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “Sono emersi in particolare dati molto confortanti che indicano come le donne abbiano spirito d’iniziativa e un atteggiamento favorevole nei confronti dell’autoimprenditorialità, soluzione verso la quale si indirizzano con sempre maggior consapevolezza e coraggio, e di modelli formativi esperienziali e concreti come quelli offerti dalle nostre Camere di Commercio, dai più ritenuti come il percorso formativo ideale per diventare imprenditori”.

“Voglio rivolgere un sentito ringraziamento agli organizzatori di questa giornata di lavori, che pone al centro del dibattito donne e mondo dell’impresa a cui purtroppo, per concomitanti impegni istituzionali in Senato  legati al mio ruolo di Relatrice della Legge di Stabilità 2016, non ho l’opportunità di partecipare”. Così, testualmente, si legge nella nota inviata da Federica Chiavaroli, Senatrice della Repubblica, membro della Commissione Bilancio e Finanza e Tesoro e imprenditrice a sua volta, la quale ha tenuto a sottolineare come “le donne rappresentano senza alcun dubbio il motore vivace di un’economia sempre più tinteggiata di rosa e per questo meriterebbero un riconoscimento maggiore del proprio ruolo nel panorama imprenditoriale nazionale ed internazionale. Ammettiamolo – ha precisato – la versatilità multitasking, lo spiccato ingegno nel problem-solving e l’intuito nel  fronteggiare con razionalità e spirito pratico le nuove sfide lanciate da una realtà  sempre più globalizzata ed interconnessa danno alle donne- imprenditrici  una marcia in più. In Abruzzo non siamo, su questo tema, secondi a nessuno. La nostra regione, assieme al Molise ed alla  Basilicata, risulta tra quelle in cui l’incidenza delle attività guidate da donne sul totale delle imprese è maggiore rispetto al resto del Paese. Un plauso va quindi alle abruzzesi che si dimostrano perfettamente in grado di raccogliere la sfida e di esporsi ai rischi dell’avventura imprenditoriale che io esorto ad andare avanti così ed un apprezzamento lo rivolgo anche a chi organizza momenti di riflessione, approfondimento e confronto come quello di oggi. Continuiamo a dedicare un’attenzione particolare alle donne nel mondo dell’impresa – ha concluso Chiavaroli – che senza dubbio rappresentano un prezioso volano della crescita e dello sviluppo dell’economia italiana”.

SURVEY DESIGN

  • Periodo: giugno 2014 – agosto 2015
  • Campione: 49.775 uomini e donne di età compresa fra i 14 e i 99 anni
  • Paesi: 44 (Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Colombia, Corea, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, India, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Malesia, Messico, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, Tailandia, Turchia, Ucraina, Ungheria, USA e Vietnam).
  • Metodologia: interviste strutturate face-to-face o telefoniche
  • Istituto: Gfk Norimberga, Germania

 

AMWAY

Amway™, che nel 2014 ha raggiunto 10.8 miliardi di dollari di vendite globali, è azienda leader mondiale nel settore della Vendita Diretta. Fondata nel 1959 negli Stati Uniti, Amway offre ai propri clienti prodotti e opportunità di lavoro attraverso una rete di oltre 3 milioni di Incaricati alle Vendite in più di 100 Paesi – di cui 35.000 in Italia. Con più di 900 scienziati e professionisti impegnati in 75 laboratori R&D in tutto il mondo, Amway si impegna costantemente per lo sviluppo di prodotti innovativi e di altissima qualità. I marchi principali commercializzati da Amway sono NUTRILITE™, il brand di vitamine e integratori alimentari più venduto al mondo*, ARTISTRY™, fra le cinque marche più vendute al mondo nel segmento dei prodotti skin-care di prestigio*, Satinique™, una linea completa di prodotti per l’haircare, ed eSpring™, il sistema per il trattamento dell’acqua più venduto al mondo°. Per avere informazioni sui prodotti e rintracciare l’Incaricato Amway più vicino, chiamare il numero 02 904631 oppure scrivere all’indirizzo infocenter-it@amway.com; è inoltre possibile visitare il  Business Center Amway a Roma (via Morgagni 30F): uno store di circa 600 mq in pieno centro città per conoscere e acquistare gli oltre 450 prodotti Amway.

*Fonte: Euromonitor International Ltd

°Fonte: Verify Markets

CONTATTI 

Amway Italia – Corporate Affairs 

Mauro Soffientini

Tel: +39 02 90463 453 | E-mail: mauro_soffientini@amway.com

Riccardo Gastoni

Tel: +39 02 90463 423 | Mob: +39 342 5643245 | E-mail: riccardo.gastoni@amway.com

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