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fabrizio-suaria-ad-amway-italia-agerQuello che, sin dal 2010, abbiamo intrapreso nel campo dello studio del tema dell'imprenditorialità, è un impegno attraverso il quale noi di Amway proviamo a indagare lo spirito imprenditoriale in Italia e in tutto il mondo, per stimolare una riflessione sul lavoro autonomo e favorire la diffusione della cultura d’impresa.

In quanto azienda numero uno al mondo nel settore della Vendita Diretta, la più importante risorsa per noi sono proprio le persone: il successo della nostra azienda dipende, ed è strettamente legato, al successo dei nostri Incaricati. Questo è il motivo per cui, da sempre, scegliamo di impegnarci nel dibattito istituzionale su questo tema, con la speranza di fornire al Decisore Pubblico una base sulla quale individuare nuove misure volte a sostenere l’imprenditorialità.

In Amway crediamo che indagare queste tematiche sia di indiscutibile importanza per l’economia nazionale nel suo complesso. Il potenziale imprenditoriale degli italiani, largamente inespresso, rappresenta infatti una grande occasione per lo sviluppo dell'economia, ma può essere trasformato in una vera opportunità soltanto se Istituzioni, imprese e istituti di formazione saranno in grado di unire gli sforzi per ridurre gli ostacoli strutturali e creare una solida base per chiunque voglia intraprendere.

Abbiamo bisogno di consolidare una cultura che valorizzi la voglia di intraprendere e incoraggi i potenziali imprenditori. Con la nostra ricerca, vogliamo contribuire a costruire questa consapevolezza, anche in Italia.

Fabrizio Suaria
Amministratore Delegato Amway Italia

In Italia rimane stabile la voglia di fare impresa. Il 72% degli italiani, infatti, registra un atteggiamento positivo nei confronti dell’autoimprenditorialità: una percentuale senza dubbio alta che, rispetto allo scorso anno, ha registrato una leggera flessione pari all’1%. Nel quadro generale, il parere positivo degli italiani nei confronti dell’imprenditorialità è leggermente più basso rispetto alla media europea (74%) e globale (77%), dati che in questo ultimo anno sono cresciuti di 2 punti percentuali ciascuno. Analizzando il trend degli ultimi 6 anni, tuttavia, il dato in Italia si è mantenuto sempre favorevole, con solamente una leggera flessione (69%) nel 2013 e dopo il suo apice massimo (75%) nel 2014. A conclusione, possiamo comunque notare che il fatto che il 72% degli intervistati abbia un atteggiamento positivo verso il lavoro autonomo conferma quanto l'Italia sia un Paese in cui l'accettazione sociale dell'imprenditoria è relativamente alta.

Nel nostro Paese, rispetto all’anno scorso, il dato relativo al potenziale imprenditoriale rimane sostanzialmente stabile. Tale valore prende in considerazione coloro che riescono effettivamente a immaginare di poter avviare un’attività in proprio, indipendentemente dal loro atteggiamento più o meno positivo nei confronti dell’autoimprenditorialità. In Italia il dato scende, di solo un punto percentuale rispetto al 2015, al 41%. Dal 2011 il dato di potenzialità sembra oggi essersi stabilizzato attorno al 41-42%, con variazioni che non superano di molto il singolo punto percentuale, fatta eccezione per un picco nel 2012 (46%). Dalle serie storiche, emerge dunque come l’Italia sia rimasta nel tempo, e nonostante il periodo di congiuntura economica sfavorevole, un Paese con una forte propensione nei confronti dell’imprenditorialità.

 

Tali risultati sono ancor più incoraggianti se si guarda alle risposte degli under 35: l’attitudine dei giovani italiani nei confronti dell’imprenditorialità sale infatti all’85% (+13% rispetto alla media nazionale), ben al di sopra delle medie fatte registrare nel resto d’Europa (81%) e del mondo (82%). Confortante anche il trend rispetto allo scorso anno, che evidenzia una crescita nell’attitudine dei giovani di ben 5 punti percentuale (80% nel 2015). Gli under 35 italiani sono inoltre più favorevoli al lavoro autonomo di alcuni dei loro coetanei europei, in particolare rispetto a Francia (84%), Portogallo (78%), Spagna (74%) e Germania (71%), mentre vengono sorpassati dai giovani di Gran Bretagna (87%) e Norvegia (96%), Paese con la media più alta a livello mondiale.

Anche analizzando il potenziale imprenditoriale, ovvero l’effettiva capacità di immaginarsi di poter avviare un’attività in proprio, dai giovani arrivano segnali che lasciano ben sperare: la potenzialità si alza infatti al 50% quando si parla di under 35, dato che ad esempio si posiziona vicino a quello britannico (53%) e spagnolo (51%) e sopra a quello di Francia (47%), Portogallo (44%) e Germania (36%).

 

Fra i principali highlight italiani della ricerca di quest'anno sono in particolare da evidenziare i dati relativi ai laureati italiani, di gran lunga fra i propensi a livello europeo e mondiale nei confronti del lavoro autonomo. In merito a questi e ad altri dati di approfondimento vi rimandiamo al comunicato stampa ufficiale AGER 2016 disponibile a questo link.

 

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